Dimmi di dove sei e ti dirò cosa mangi

Cari Vacabondi,
abbiamo la fortuna di vivere nel paese che vanta una delle migliori tradizioni culinarie a livello mondiale.
Non lo dico (solo) io, ma numerose statistiche e ricerche che mostrano l’Italia continuamente in lotta con la tradizione culinaria orientale (tailandese, cinese, giapponese).

Mentre le altre nazioni riconoscono dei piatti tipici “nazionali”, noi possiamo addirittura definire più piatti per ogni regione. Allora perché non fare un veloce tour culinario?
In questo articolo farò il grandissimo sforzo di scegliere una sola prelibatezza tra la moltitudine di piatti tipici regionali, cercando di non cadere troppo nel banale (sarà difficilissimo).

Partiamo dalle isole, per poi scalare l’intera Italia da estremo sud a estremo nord:

SICILIA: “Arrusti e mancia”: griglia e mangia o, se preferite, street food catanese. Questo motto è diventato il nome utilizzato per indicare la carne arrostita e mangiata al volo, in pausa. Parliamo di carne di cavallo o di asina con cui vengono farciti panini appena sfornati.

SARDEGNA: Culurgiones. Sono un primo piatto tipico della zona dell’Ogliastra, che corrisponde alla parte centro-orientale dell’isola. Si tratta di un piatto storico, che ricorda degli gnocchi fatti in casa ripieni di crema di patate e menta. Come tradizione comanda, vengono serviti con salsa di pomodoro fresco o con burro e salvia.

CALABRIA: Pasta ca’ muddica. La semplicità in tavola: maccheroni con pane casereccio (in particolare “a muddica” di questo), olio isolano con la fragranza caratteristica di rami di pomodoro e le acciughe.

Must-have: se passate di lì non potete non assaggiare il caciocavallo silano. Presenta la tipica forma di un caciocavallo, a pasta semidura. Formaggio di Denominazione di origine protetta, deriva dal territorio della Sila. Lo troverete in diverse salse in qualsiasi ristorante-trattoria-osteria. Enjoy!

BASILICATA: Pane di Matera. Grande classico lucano, IGP: pane realizzato esclusivamente con semola di grano duro. Ricetta impossibile da imitare: croccantezza irresistibile fuori, estrema sofficità dentro.

PUGLIA: no, non citerò né orecchiette, né focaccia barese. Neanche panzerotti o pasticciotti.
La specialità pugliese di cui sto per parlarvi nasce nella Valle d’Itria, tra Martina Franca e Cisternino: le bombette. Per chi non le conoscesse, sono involtini di carne ripieni, tradizionalmente, di pancetta e caciocavallo, cotti sugli spiedi dei forni a legna. Oggi se ne trovano di tutti i tipi e per tutti i gusti.

Must-have: stracciatella. Non potevo non parlarvi del mio punto debole.
La stracciatella è un latticino formato da straccetti di mozzarella e panna (l’interno della burrata, per intenderci).
La mia esperienza da fuorisede mi porta ad affermare che la vera stracciatella, purtroppo, è introvabile al di fuori delle zone che la producono.

MOLISE: cavatelli, o spigatelli o cuzzutilli: pasta di semola di grano duro e acqua dalla caratteristica forma allungata. Fatti rigorosamente a mano, possono essere conditi in qualsiasi modo.

CAMPANIA: Spaghetti alla Nerano. Tre ingredienti, un piatto eccezionale: spaghetti, zucchine fritte e Provolone del Monaco, un caciocavallo di media stagionatura, intenso e piccantino.
Ricetta inventata negli anni ’50 dalla proprietaria di un ristorante nella baia sorrentina di Nerano, è oggi uno dei piatti più noti (e incredibilmente semplici da replicare) della grande tradizione culinaria campana.

E voi? Quali piatti associate a queste regioni?

Per oggi ci fermiamo qui. Proseguiamo la “scalata” dello stivale nel prossimo articolo.
A presto Vacabondi!

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