La riserva naturale più grande del WWF Italia: il Monte Arcosu in Sardegna

Cari Vacabondi,

quanti di voi sanno che a soli 20 chilometri da Cagliari si trova una magnifica foresta che si espande per 3600 ettari?

Vi sto parlando del Monte Arcosu in Sardegna, l’oasi naturale protetta più grande appartenente al WWF Italia! Essa si trova nei comuni di Uta, Assemini e Siliqua.

Un po’ di storia

Nel 1985 l’area del Monte Arcosu è stata messa in vendita dai precedenti proprietari.

Il grande rischio era quello che questa magnifica e immensa zona naturale finisse nelle mani sbagliate, ovvero incapaci di proteggere le la flora e la fauna lì presenti.

Tra gli animali selvatici che vivono in questa oasi naturale, ad esempio, è presente il rarissimo Cervo sardo, il quale era a rischio estinzione prima che il WWF intervenisse proteggendo il Monte Arcosu.

L’intervento del WWF sulla fauna

Grazie all’attività di tutela e di conservazione della biodiversità da parte del WWF Italia è stato possibile strappare all’estinzione uno dei più importanti mammiferi della Sardegna, ovvero il Cervo sardo sopracitato.

A causa del bracconaggio e degli incendi, l’estensione di questa specie nell’isola si è ridotta molto nel passato.

Attualmente, grazie alla protezione del WWF, abbiamo la possibilità di assistere alla ripresa della popolazione del bellissimo esemplare di Cervo sardo.

Ogni anno i volontari, i biologi, il corpo forestale e quello ambientale effettuano il censimento del cervo. Si tratta di un monitoraggio dell’animale basato sull’ascolto del bramito del maschio, il quale di solito si riscontra nella stagione dell’amore, quindi tra agosto e settembre.

Tale valutazione statistica è molto importante, in quanto permette di conoscere i risultati concreti dell’attività di tutela della fauna (in particolare del Cervo sardo) da parte del WWF Italia durante tutti i suoi anni di gestione.

Il secondo protagonista, invece, è il Cinghiale sardo. Inoltre, si possono incontrare il Daino, il Gatto selvatico sardo, la Volpe sarda, la bellissima Martora e la Donnola.

Tra i piccoli mammiferi, infine, abitano questa oasi il Riccio, la Lepre sarda e il Topo quercino.

Sono presenti circa 70 specie diverse di uccelli: dai rapaci, come l’elegante Aquila reale, ai falchi, ad esempio il Falco pellegrino, o gli Sparvieri, come quello della Corsica. Tra i più rari risultano la Ghiandaia e il Merlo dal collare

La flora

Il limite maggiore che si oppone alla vegetazione di questa riserva naturale è rappresentato dalla siccità estiva e dalle condizioni del suolo.

Si possono trovare comunque l’Oleandro, il Salice, l’Ontano nero, il Pioppo bianco, i Tassi, il Ginepro rosso e quello fenicio, il Leccio e la Sughera (la famosa quercia del sughero sarda).

Il turismo sostenibile nell’oasi

Il WWF Italia ora punta a rendere l’oasi fruibile al pubblico attraverso il turismo sostenibile.

Il focus di questa attività turistica è sul completo rispetto nei confronti dell’ambiente e l’obiettivo è che il turismo sia funzionale agli obiettivi di conservazione e di sensibilizzazione naturalistica dell’area.

Attualmente, quindi, si stanno creando dei punti di ristoro per dare la possibilità di soggiornare nella riserva naturale in modo sicuro e sostenibile.

Attività anche per i più piccoli

Oggigiorno è fondamentale che le nuove generazioni crescano imparando a rispettare la natura che li circonda.

Per questo motivo, WWF Italia ha fondato un Centro di Educazione Ambientale per i più piccoli. Questa istituzione è nata grazie ad Antonello Monni, ex delegato regionale del WWF Sardegna, il quale coordinò proprio la campagna di acquisto del Monte Arcosu.

Qui, bambini e ragazzi sono seguiti da volontari o da specialisti del settore e hanno la possibilità di svolgere diversi laboratori, i quali sono incentrati sui temi della sostenibilità e della conservazione dei valori naturalistici.

In questo Centro è fondamentale il riconoscimento dell’importanza della natura e della sua biodiversità, ma soprattutto di come debba essere rispettata e salvaguardata.

Sono presenti anche molti itinerari didattici differenziati, come anche recinti faunistici a scopo scolastico.

Rispondi