Matera: la città dei Sassi

Cari amici Vacabondi questa volta mi porto al confine tra la mia regione, la Puglia, e la nostra vicina, la Basilicata. Precisamente andiamo a Matera, una delle città più belle che abbia visto.

Anche qua voglio farvi una breve premessa. Io ci sono stato tantissime volte su Matera, mentre la mia compagna sfortunatamente no. Così voglio raccontarvi la nostra giornata tra i Sassi e i ristoranti. Si perché mangiare per noi è un’arte.

Quindi, tra le tante mie esperienze, ho scelto di raccontarvi la prima volta della mia compagna a Matera. E’ stato divertente, bellissimo e sicuramente una delle giornate che non dimenticherò facilmente.

Premetto ancora che, da dove vivo io, arrivare a Matera è facilissimo e a noi è bastata semplicemente l’auto. Per chi viene da fuori con i mezzi pubblici ci sono treni e autobus. Il collegamento con l’aeroporto Wojtyla è ben operativo.

I Sassi di Matera: patrimonio Unesco

Il nostro viaggio alla scoperta di Matera parte da Bari. Per fortuna, come vi dicevo, la distanza da colmare non è eccessiva così, messi i soliti 20€ di diesel, partiamo lanciati sulla SS96. Quando l’abbiamo fatta noi, in questo racconto, era ancora un cantiere a cielo aperto. Oggi è una statale degna di una ex capitale europea della cultura.

Arrivati a Matera riusciamo a trovare parcheggio vicino il castello Tramontano. Non siamo lontanissimi dai Sassi. Il cielo però non promette nulla di buono ed essendo pieno febbraio (inverno totale) il freddo pungente si fa sentire.

Sciarpa, cappello, giubbotti pesanti e scarpe comode. Si inizia l’ingresso nei Sassi di Matera.

“Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza” – scrive Carlo Levi, ed ha effettivamente ragione. I Sassi sono stati uno scenario sorprendente per registi, attori, scrittori, cantautori. Non dimentico di essere sul set della “Passione” diretta da Mel Gibson, ma prima di lui anche Pasolini e Bresson erano rimasti estasiati.

Vi preannuncio che i Sassi sono un eterno sali-scendi quindi usate scarpe molto comode. Iniziamo il nostro viaggio dalla parte più bassa: il Sasso Barisano e il Caveoso. Tra scalinate e ciottoli ci lanciamo nelle stradine e nei sai scendi. Alcune “abitazioni” sono visitabili ed è possibile scoprire alcuni mestieri dell’epoca.

In particolare è possibile visitare una cantina e vedere le cisterne in pietra dove veniva riposto il mosto a fermentare e una falegnameria. Altre abitazioni invece sono ancora vissute dunque è difficile potervi accedere.

Man mano che salite entrerete nel cuore dei Sassi di Materi chiamato Civita. E’ il nucleo più antico della città vecchia ed è anche il luogo di strette scalinate e piccole viuzze nella quali è divertente perdersi.

Io e la mia compagna, temerariamente, l’abbiamo fatto: ci siamo letteralmente persi all’interno della Civita. Questo è l’unico modo per scoprire chiese rupestri e anfratti fantastici, nonché grotte segrete. Non spaventatevi, ritrovare la strada è abbastanza facile se si segue il campanile.

Sì, ora vi spiego. A dominare la Civita vi è il campanile del Duomo. Se tenete a mente il campanile sarà abbastanza facile uscire dai Sassi. Oltre a questo avrete la possibilità di vedere almeno altre 3 o 4 chiese rupestri come il complesso monastico della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci, su più livelli, affacciato sullo strapiombo della Gravina.

Poi vi sono la Chiesa di Santa Maria de Idris, arricchita da affreschi bizantini, e la duecentesca San Pietro Caveoso. Infine vi è anche il Duomo, da cui passerete sicuramente, con la sua facciata sobria e nulla preannuncia degli interni, sontuosi, in stile barocco.

Vicino il Duomo vi è Casa Noha, proprietà del Fai, al cui interno viene proiettato un filmato sul passato tormentato e sul riscatto di Matera. Una storia da ripercorrere anche tra i reperti del Museo archeologico nazionale “Domenico Ridola” e nelle sale di Palazzo Lanfranchi, che ospita il Museo nazionale d’arte medievale e moderna e il Centro Carlo Levi.

Le chiesi rupestri nei Sassi di Matera

Capitolo davvero a parte meritano le Chiese Rupestri. Se siete entrati dalla zona Barisana allora la prima chiesa che incontrerete è quella di San Pietro Barisano. E’ anche la più grande e custodisce al suo interno statue e affreschi risalenti all’epoca dei monaci benedettini nel Medioevo.

Nel sasso Caveoso, è stato fondato il primo insediamento monastico femminile dell’Ordine Benedettino a Matera. Sul piano sovrastante, inoltre, è stata rinvenuta una necropoli nota come cimitero barbarico. Una cosa che non capita tutti i giorni.

La piccola chiesa della Madonna delle Acque o Odigitria, invece, ha come punto di forza la posizione panoramica. È scavata in uno sperone roccioso che domina il Sasso Caveoso e offre una vista spettacolare sull’altopiano della Murgia.

Infine attraversate il piccolo ponte, perché fuori dalle mura del centro abitato vi attende una sorpresa immersa nel verde. Fra vigne, ulivi e campi di grano a strapiombo sulla Gravina, troviamo la cripta del Peccato Originale. Una bellissima chiesa rupestre che merita di essere vista: un unico ambiente interamente affrescato con colori brillanti e grande maestria dal cosiddetto “pittore dei fiori”. Ah per la cronaca… è soprannominata la Cappella Sistina Rupestre.

La mattinata è andata via velocemente e così per pranzo non avevamo ancora voglia di uscire da quell’incantato luogo. Per fortuna la mia compagna aveva prenotato ad un bel localino: il Terrazzino. Abbiamo mangiato tantissimo e benissimo, spendendo davvero poco.

Abbiamo scelto il menù completo con piatti del giorno. Oltre alla carne arrostita, abbiamo assaggiato tutte le pietanze tipiche del luogo e della Murgia. Se vi capita di andarci, fermatevi a mangiare.

Il castello e la piazza principale

Il pomeriggio l’abbiamo dedicato al castello Tramontano e alla piazza principale dove si teneva la festa del cioccolato. Si effettivamente non ci è bastato tutto quello che abbiamo mangiato al Terrazzino, e nonostante fossimo sazi e pieni, volevamo vedere la festa del cioccolato.

Iniziamo dal castello Tramontano che, in pieno stile aragonese, domina l’ingresso al centro storico. Il castello non fu mai terminato in quanto il conte, proprietario, venne assassinato dagli stessi sudditi stanchi delle sue vessazioni. Visibili sono solo le sue tre torri, il ponte levatoio e il fossato.

Infine la festa del cioccolato… beh che dirvi c’era cioccolato ovunque. Di tutti i tipi e di tutte le forme, le bancarelle non facevano altro che emanare il fragrante odore del cacao. Ovviamente non ci siamo azzardati a comprare nulla, ma solo limitati a guardare.

Il sole stava calando e la statele 96 non era una piacevole passeggiata, specie al buio, così decidiamo di rientrare soddisfatti. Matera è davvero un luogo magico. E se avrete la fortuna di andarci sotto Natale, vi accorgerete di essere in un altro luogo e in un altro tempo.

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